Pope Francis receives Grand Imam of Al-Azhar in audience 2016-05-23 Vatican Radio (Vatican Radio)  Pope Francis [...]
Pope cables condolences to Egyptian president for loss of passenger plane Vatican Radio – Abouna.org Fri, 20/5/2016 [...]
Pope expected to receive imam of Egypt’s Al-Azhar University By Iacopo Scaramuzzi/ Vatican city – Abouna.org Thu, [...]
Pope Francis sends condolences after death of Boutros Boutros-Ghali 2016-02-17 Vatican Radio (Vatican Radio) Pope Fr [...]
LIVE UPDATES: Russia confirms bomb downed its plane over Egypt; Cairo yet to comment Russian security service says it f [...]

the word of the patriarch

Patriarch Ibrahim Isaac Sent a Patriarchal Message on the Occasion of Christmas 2014   Patriarch Ibrahim Isaac sent a patriarchal message to [...]

“Il sacrificio di Isacco”

Share

“Il sacrificio di Isacco”

Padre Enzo Bianchi

Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l’asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi». Abramo prese la legna dell’olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutti e due insieme. Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per l’olocausto?». Abramo rispose: «Dio stesso si provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio!». Proseguirono tutti e due insieme.
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò suo figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito». Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. Abramo chiamò quel luogo «Il Signore vede»; perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore si fa vedere». (Gn 22,1-14)

Gli Ebrei chiamano questa pagina di Gn 22 la legatura di Isacco (aqeda, dal verbo 'aqad legare), perché Isacco è stato legato dal padre sull'altare per diventare vittima del sacrificio. La tradizione cristiana preferisce chiamarla “il sacrificio di Isacco” non in contraddizione alla definizione data dagli Ebrei, ma perché come vedremo attorno a questo antichissimo racconto - che certamente risale a prima del 1000 a.C. - ci sono state molte interpretazioni e, con ogni probabilità, interpretazioni dipendenti da racconti diversi. Racconti che essendo orali, tramandati di generazione in generazione, assumevano coloriture diverse, particolari diversi. D'altronde avete sentito come all'interno di questo racconto si può sentire l'arte ormai del raccontare. C'è un'attenzione al racconto che vuole in qualche misura darci un messaggio, ma attraverso qualcosa che possa essere detto e ridetto, raccontato e raccontato ancora.

La narrazione è aperta da una sorta di titolo, oggi nel corpo del testo, una enigmatica sintesi dell'intero brano. Il v. 1 dice: “Dio mise alla prova Abramo”: versetto che rimane in sospeso fino all’affermazione dell'Angelo alla fine del racconto “Ora so che tu hai il timore dii Dio”. Ecco tra queste due estremità si svolge questo racconto.

È un racconto difficile non è assolutamente facile: può anche essere un racconto che ci urta e per molti aspetti un racconto scandaloso, è un racconto che non si lascia penetrare facilmente. E noi per rispetto al testo cercheremo innanzitutto di comprendere questa pagina e commentarla alla lettera, successivamente sarà possibile fare alcune interpretazioni dando particolare rilievo a quelle che sono avvenute in ambito cristiano, ma non dimenticando una interpretazione ebraica che sta all'interno di quello che viene chiamato midrash, un commento rabbinico al testo biblico. Innanzitutto noi potremmo dire che il libro della genesi, dopo quelle pagine che dal capitolo 1 all'11, cercano di dirci le nostre origini attraverso racconti mitici, attraverso una sapienza organizzata in raccolte, ma la genesi al capitolo 12 lascia posto alla prima figura di un uomo, di un credente, Abramo. Prima di Abramo potremmo dire che ogni figura rappresenta l'umanità, in Abramo noi abbiamo un uomo, una persona con la quale Dio si mette in comunicazione: un uomo con il quale Dio inizia un dialogo - potremmo dire - inizia una storia d'amore. Improvvisamente al capitolo 12 del libro della genesi si dice: “Il Signore disse ad Abramo: alzati va verso te stesso”. La Bibbia nei capitoli precedenti non ci aveva preparato a questa novità: da quell'umanità uscita dal diluvio e che ha popolato tutta la terra

- addirittura al capitolo 11 ci dice che vi erano 70 nazioni, 70 culture diremmo noi -, ormai la terra è popolata, Dio decide di rivolgersi a un uomo, di alzare il velo su di sé entrando in comunicazione con un uomo, ma attenzione Dio dice ad Abramo: “alzati va verso te stesso”. Abramo si alzò, ubbidì al Signore e da quella terra lontana, da Ur dei Calde,i nella zona del Tigri e dell'Eufrate, cominciò un viaggio senza sapere dove lui andava. Volta per volta Dio gli avrebbe indicato la strada, si mosse “verso quella terra che io ti mostrerò”: non gliel'ha identificata prima, non gliel'ha rivelata prima. £e Abramo ha dovuto semplicemente credere in Dio, aderire a quella parola, abbandonarsi completamente a lui. Abramo è il primo credente nel Dio vivente, nel nostro Dio: da quel giorno il nostro Dio sarà sempre il Dio di Abramo.

Abramo ha risposto a Dio con quella fede, con quell'abbandono totale: lascia la sua terra, lascia la sua cultura, lascia il suo mondo e semplicemente con un po' di gente lascia la terra e, piantando le tende, si sposta sempre di più verso occidente, verso la terra di Canaan. Ogni volta è Dio che gli indica, lui deve sempre rinnovare la fede: Dio gli dice

-       vieni verso la terra che ti mostrerò,

-       vieni e ti darò questa terra,

-       vieni e ti darò una discendenza numerosa che diventerà addirittura un popolo è in te saranno benedette tutte le genti della terra.

Questa è la promessa che si rinnova e quest'uomo aderendo solo a questa parola si muove: sul suo cammino troverà il deserto, poi trova l'ostilità degli abitanti locali e muoverà il suo gregge, la sua gente alla ricerca sempre di pascoli, ma in realtà anche quando è sulla terra - che sarà la terra promessa - Abramo non possiede nulla. Soprattutto Abramo non riesce ad avere figli, ha una moglie sterile, lui è vecchio. Abramo si sarà domandato tante volte “ma dov'è la promessa di Dio? Mi ha chiesto di abbandonare tutto, mi ha promesso una terra e la terra non ce l’ho e non riesco a trovare una terra mia; mi ha detto che avrò una discendenza numerosa come le stelle del cielo ed io non ho neanche un figlio. Ed è a quel punto che Dio lo visita alle Querce di Mamre: tre uomini si presentano ad Abramo che li accoglie con la sua ospitalità da orientale. Non sa che sono messaggeri di Dio, ma dopo quella visita l'utero di sua moglie - ormai vecchia oltre che sterile - riesce ad essere fecondo e Abramo ha finalmente un figlio, Isacco. E Isacco cresce, Abramo certamente deve continuare a sperare in Dio: la terra non ce l’ha, la discendenza come le stelle non c'è - c'è solo un figlio unico - e a un certo punto gli muore Sara, e lui non ha neanche un pezzo di terra in cui seppellirla. Deve andare dagli abitanti di quel luogo, gli Hittiti, sulla strada che porta a Betlemme e comprare là un campo con una grotta (Macpela) . Egli la deve comprare per poter mettere sua moglie: un uomo che continua a credere a un Dio che gli ha promesso una terra, quando deve comprare un campo, perché - ormai vecchio - non è diventato padrone neanche di un campo e per fare una tomba sua moglie deve versare denaro agli abitanti del luogo.

Una vita lunga, una vita faticosa di fede ed ecco un'altra tappa attende Abramo, il sacrificio del figlio Isacco. Tutta la sua vita era stato messo alla prova e ormai vecchio c'è un'altra ulteriore prova: la Bibbia si compiace di dire che Dio lo ha chiamato: “Abramo Abramo!” e lui come sempre rispose: “Eccomi. E la voce di Dio gli dice:

«Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».

Perché Dio mette alla prova Abramo? La tradizione rabbinica - come tutte le tradizioni religiose che vuole sempre giustificare tutto – dice che Dio l'ha messo alla prova perché era stato il demonio a convincere Dio dicendo: Abramo è stato fedele, però vediamo se tu gli chiedi qualcosa di straordinario, qualcosa che in qualche misura lo faccia soffrire, vediamo se Abramo ti obbedirà. La pagina della Bibbia innanzitutto ci dice che è una nuova tappa della fede di Abramo: come all'inizio non c'è nessuna apparizione di Dio, c'è solo una parola o meglio, una parola che Abramo sente dentro di sé, una parola alla quale Abramo vuole rispondere e rispondere ancora una volta con ubbidienza. Abramo sa bene che aver ubbidito al Signore ha significato adempiere la propria vocazione, ma adesso è chiamato a un nuovo cammino, un cammino più oscuro di quello iniziale. Non si tratta solo di rinunciare ai legami con la famiglia, con la propria terra, ma si tratta di uccidere il proprio figlio, l'unico, quello amato, il figlio che ormai ha 37 anni - attenzione - secondo la cronologia; è un uomo nella pienezza delle forze, è il padre Abramo che ormai è vecchio e pronto a lasciare questa terra. Quest'uomo, che ha saputo rinunciare ai legami col passato, saprà rinunciare a quell'amore unico, avuto in vecchiaia, dopo tante invocazioni del Signore? Saprà rinunciare all'intenso legame con il futuro, cioè il figlio che avrebbe garantito ancora la possibilità di una discendenza? Ma Abramo porta nel cuore dentro di sé una certezza: quel figlio Isacco era un figlio che apparteneva totalmente a Dio. Lui non era stato capace di essere padre: ormai vecchio non era riuscito a fecondare sua moglie Sara. Dunque quel figlio in realtà in profondità non era né figlio di Sara né figlio suo, era un dono di Dio e dunque apparteneva a Dio. Abramo con questo pensiero rinnova la sua fede e ubbidisce a Dio: se Dio mi ha dato questo figlio e se adesso lo richiama indietro, io riconosco che lui resta il Signore, ho fede in lui.

Abramo non dice nulla, neanche alla sua famiglia, a quelli ce abitavano nelle sue tende:

Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l’asino.

Vedete come il racconto si rende drammatico, ci coinvolge; così che Abramo e suo figlio vanno avanti verso il monte da soli. 6Abramo prese la legna dell’olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutti e due insieme. A questo punto c’è questo dialogo:

Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per l’olocausto?». Abramo rispose: «Dio stesso vedrà l’agnello per l’olocausto, figlio mio!».  come per dire, Dio vedrà chi sarà l'agnello.  Proseguirono tutti e due insieme. Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò suo figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna.

Lega Isacco perché non si muova ecco il termine legatura, perché la vittima veniva sempre legata per il sacrificio, altrimenti poteva fuggire dall'altare. Non una parola tra Abramo e il figlio: un silenzio senza fine

Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.

Vi faccio notare questo silenzio tra Abramo e suo figlio, nessuna parola ci viene riferita e nessun accenno ai loro sentimenti; eppure è tutto descritto con estrema precisione, fino nei particolari più banali quasi al rallentatore. Abramo alza gli occhi, vede il luogo, fa fermare i servi, prosegue con Isacco, arriva al sacrificio, tutto sembra concentrarsi su una sola parola decisiva da parte di Isacco: Papà ma dov’è l’agnello per l’olocausto? E Abramo che risponde: Dio vedrà. Parola enigmatica che testimonia però una compressione più profonda di quello che sta per accadere. Dio allora interviene: l'angelo, il messaggero - se voi volete la voce di Dio - richiama a Abramo:

«Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito». Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. Abramo chiamò quel luogo «Il Signore vede»; perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore si fa vedere».

Abramo si è mostrato obbediente fino alla fine, la voce di Dio e sospende l'atto del sacrificio. E così Abramo non sacrifica suo figlio Isacco e compie un sacrificio a Dio di un ariete, di un capro.

Ma attenzione se questo è il racconto che ci dice che Isacco e restato in vita, il racconto ci dice pure però che da quel momento Abramo ha Isacco, ma lo ha in modo nuovo. Ecco l'annotazione: “Abramo tornò dai suoi servi”, non si dice “tornarono”. Quando Abramo aveva lasciato i servi e l'asino si dice che lui ed Isacco andarono e adesso in realtà lui torna da solo dai servi. Ma Isacco non è stato sacrificato, è vivente, ma quel fatto aveva reso Isacco un'altra cosa: cioè Abramo aveva dovuto riconoscere che Isacco appartiene totalmente al Signore. Come gliel’ aveva dato quando lui era vecchio e sua moglie sterile, nessuna pretesa su di lui; anche la paternità si ferma là dove Dio entra in comunicazione, non è assoluta. Dio è più padre di Isacco che non Abramo, ma non pensate che Abramo abbia capito facilmente questo, perché urta contro tutte le fibre della sua persona, come urterebbe contro tutte le nostre fibre di padre o di madre.

C'è di nuovo poi qui - proprio perché ormai il Signore si può fidare di Abramo, ha visto il suo timore, ha visto la sua fede così incredibile - ecco allora che Dio gli rinnova quella promessa “in te saranno benedette tutte le genti”. Cosa possiamo dire noi di fronte a questo testo biblico? Dobbiamo soprattutto comprendere un fatto: in quel tempo in cui gli uomini sacrificavano i figli a Dio, in tutte le culture che Abramo aveva trovato venendo nella terra di Canaan, Abramo si è dovuto chiedere perché il suo Dio non voleva sacrifici umani e non voleva la morte dei figli; allora questo testo antico poteva anche essere un testo di difesa di questa fede ebraica “noi non facciamo come voi che sacrificate i figli a Dio, il nostro Dio non vuole sacrifici”, tant'è vero che Abramo per capire questa rivelazione da Dio ha dovuto passare per questa esperienza e conoscere la volontà di Dio, che non vuole il sacrificio dei figli.

Ma adesso passiamo ad alcune piste di interpretazione, facciamo una lettura intelligente del testo come possiamo fare noi oggi che attraverso le scienze bibliche e la conoscenza delle tradizioni possiamo capire forse meglio questo testo di come lo capivano 3000 anni fa quando lo raccontavano di generazione in generazione.

Innanzitutto una prima lettura, un'interpretazione che fa la lettera agli Ebrei di cui non sappiamo l'autore, certamente un ebreo cristiano. Al capitolo 11 si vuole fare l'esaltazione della fede cristiana della fede nel nostro Dio vivente nella storia:

Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, 18del quale era stato detto: Mediante Isacco avrai una tua discendenza. .

Che interpretazione ci dà questo testo? Abramo è mosso solo dalla fede, Abramo è messo alla prova e Abramo - dice questo testo - offrì il suo unico figlio proprio quello di cui Dio aveva detto ci sarà una discendenza che porterà il nome di Abramo. Ma ecco come continua la lettera agli Ebrei. 19Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo. In pochi versetti una ricchezza senza fine: prima di tutto secondo l'autore della lettera agli Ebrei quel che conta è che Abramo ha offerto suo figlio, è come se l'avesse sacrificato per la lettera agli Ebrei e la spiegazione è perché Abramo credeva che “Dio è capace di far risorgere dai morti” Isacco. Quindi la offerto in sacrificio perché aveva già questa fede nella resurrezione. Ecco allora questo versetto estremamente intrigante ma oscuro e “lo recuperò”, cioè ebbe di nuovo Isacco e Isacco recuperato, dopo quell’offerta, diventò un simbolo, un segno. E capite subito che segno è: è il segno di Cristo che il Padre non ha risparmiato, che ha mandato nel mondo, ma al quale poi il Padre ha dato la resurrezione. Ecco perché all'interno della tradizione cristiana si parla di Gesù Cristo nuovo Isacco. Io non amo molto questa lettura troppo allegorica: mi piacerebbe di più esprimerla così, come vorrebbero gli Ebrei: si può dire che come Abramo ha offerto suo figlio, così Dio ha offerto Gesù Cristo per noi, senza ricorrere subito a una tipologia affrettata.

Insomma Abramo è colui davvero che ha una fede - secondo la lettera agli Ebrei - da credere alla resurrezione dei morti. Vedete che fede quasi impossibile: noi sappiamo che la resurrezione dei morti gli Ebrei la crederanno molto più tardi, a partire dall'esilio con l'annuncio del profeta Ezechiele, ma l'autore della lettera agli Ebrei dice che Abramo fin dall'inizio aveva la fede anche nella resurrezione, per questo ha offerto suo figlio, perché aveva talmente fede in Dio da dire se anche offro mio figlio, egli lo risuscita “per questo lo recuperò e fu come un simbolo, un segno.

Comprendete allora tanti versetti nel nuovo testamento:

“Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui?”  (Rm 8,31-32).

Vedete dunque il riferimento che Paolo fa con le stesse parole applicate a questo cuore del Padre che offre suo figlio,. Ma anche Giovanni

E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna (Gv 3,14-16).

Infine chi ha capito questo in una maniera certamente più difficile, meno evidente, è Giovanni quando racconta la morte di Gesù in croce: c'è un parallelo molto forte tra il sacrificio di Isacco e la morte di Gesù in croce:

”Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo la prese tra le cose più care che aveva”. (Gv 19,25-27)

Perché è difficile questo testo, ma lo capiamo meglio se mettiamo questo racconto in filigrana Abramo ha dato suo figlio, l’ha offerto totalmente a Dio, un figlio che aveva avuto solo da Dio, perché era vecchio e sua moglie sterile. Solo Dio poteva dare un figlio come Isacco, ma fate un parallelo con Maria: Maria era addirittura vergine, non conosce uomo, ha avuto Gesù da Dio, perché solo Dio ci poteva dare un uomo come Gesù e questa madre, che si trova nel momento del sacrificio del figlio, sente il figlio e le dice “tu non sei più mia madre, ecco tuo figlio, il discepolo amato. Ci piaccia o no questa scena ci dice in profondità quello che viene richiesto a Maria sotto la croce: le viene richiesto di offrire di nuovo Gesù a Dio, il figlio che ha avuto da Dio per opera dello spirito Santo adesso Maria deve ridarlo puntualmente. Questa è la grandezza della pagina di Giovanni. In quel momento Maria certo è stata la madre di Gesù, ma deve ridare a Dio puntualmente suo figlio: non può avanzare nulla. E Gesù le chiede proprio questo: se tu sei veramente madre, adesso nel tuo cuore rinuncia a me come figlio, offrimi al Padre e dice al discepolo amato “ecco da questo momento lei è tua madre”.

Una pagina straordinaria: da queste cose voi capite perchè la fede di Abramo è una fede faticosa, com'è stata la fede di Maria, ma come capita prima o poi a noi nella vita. Abramo era un uomo maturo, anziano, aveva creduto tutta la vita e, con questa richiesta di Dio, scopre un Dio con un nuovo volto: la sua fede cambia, non è più quella di prima e anche a noi nella vita prima o poi succede così, non siamo garantiti in nulla. Quando uno crede di aver ormai completato la sua vita, conservando la fede, gli può arrivare la prova terribile in cui lui deve rinnovare la fede in nuovo modo, inedito che lui non pensava. Sono i momenti bui della vita ma che arrivano.

A questo punto mi permetto di darvi l'altra interpretazione straordinaria l'interpretazione che hanno saputo fare gli Ebrei e che viene testimoniata all'interno di questo testo dal midrash Vayosha. Questo commento dei rabbini è precedente al nuovo testamento e quindi capiamo anche meglio perché la lettera agli Ebrei vede in Isacco un simbolo della resurrezione dai morti. Qui vi leggo il testo tale e quale come l'ho tradotto dall'ebraico e voi sentirete la meraviglia, una nuova lettura di questa pagina del capitolo 22.

“Sta scritto: Abramo si alzò di buon mattino, sellò l'asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco. Isacco disse a suo padre “papà, dove andiamo noi due soli? Gli rispose Abramo ”figlio mio, fin là, un posto vicino. Sta scritto: Abramo prese la legna del sacrificio e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutte due uniti. Ma subito cadde un grande terrore su Isacco, perché Isacco non vedeva nulla da offrire in sacrificio in mano a suo padre. Sta ancora scritto: Isacco si rivolse al padre Abramo e disse “papà hai il fuoco, hai la legna, ma dov'è che c'è un agnello per il sacrificio? E Isacco cominciò a tremare, cominciò a tremare tutte le sue ginocchia, ma in quel momento comprese il pensiero di suo padre. Non riusciva a parlare, tuttavia si fece forza e disse a suo padre “papà se è vero che che il Signore mi ha scelto, allora la mia vita sia offerta a lui. E Isacco accettò con pace la sua morte, perché voleva fare comunque la volontà di Dio. Disse Abramo “figlio mio io so che non ti opponi all'ordine di Dio e che farai obbedienza a Dio e a me. Rispose Isacco “papà fai presto, compi la volontà di Dio e lui compirà la tua volontà.”

Poi il midrash dice che a quel punto Satana cerca di ostacolare, perché non vuole quel sacrificio. Continua il racconto:

“ma ecco arrivarono al luogo che Dio gli aveva detto. Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco, lo depose sull'altare sopra la legna. Abramo costruiva l'altare e Isacco gli porgeva le pietre per costruirlo. Abramo era come uno che costruisce il letto nuziale e lo fa con gioia. Disse Isacco “papà ti prego fatti forza, legami bene le mani e i piedi perché io ho 37 anni e tu sei vecchio. Quando vedo il coltello nella tua mano, mi agiterò e tu non mi colpirai ed io magari mi ribello. Ti prego dunque papà fa presto! Compi la volontà di Dio, non tardare. Abramo dispose la legna, legò Isacco sull'altare sopra la legna, fece forte il suo braccio, si rimboccò le vesti, puntò su di lui le ginocchia con grande forza per tenerlo fermo e in quel momento Dio vide com'era uguale il cuore di tutti e due. Allora sgorgarono lacrime da Abramo che cadevano su Isacco e da Isacco sgorgavano lacrime che cadevano sulla legna. Poi Abramo strinse la mano e prese il coltello per sgozzare suo figlio. Allora il Signore disse a tutti gli angeli “guardate Abramo, il mio amato, come lui ha timore di me e come e obbediente. Se avessi ascoltato voi angeli, quando alla creazione del mondo diceste a me “che cosa è l'uomo perché tu lo ricordi”, chi avrebbe obbedito come obbedisce Abramo”. E allora si misero a piangere anche gli angeli in cielo e cadevano le lacrime degli angeli sul coltello e il coltello fu fermato e non ebbe forza sul collo di Isacco. E tuttavia la vita abbandonò Isacco. Ma subito l'angelo chiamò Abramo e gli disse: Abramo, Abramo, non stendere la mano contro il ragazzo, non fargli male. Abramo si fermò, ma la vita tornò in Isacco. Isacco allora si alzò in piedi e pronunciò questa benedizione insieme ad Abramo “Benedetto sei tu Signore che fai risorgere dai morti”.

Questo è un testo ebraico, non cristiano: è un'interpretazione straordinaria. Certo c'è grande qualità poetica, ma c'è soprattutto in evidenza la fede di Abramo, la fede di Isacco, l'amore che entrambi hanno per Dio. E Dio che comunque risponde loro facendo che la vita sia più forte della morte e che la resurrezione sia la speranza di Abramo e di sacco e sia la speranza anche nostra.

Ma questo commento dei rabbini contiene a mio avviso un insegnamento ancora più importante: fino a quel momento Dio aveva steso alleanza soltanto con Abramo, ormai nella relazione c'è anche Isacco. Non c'è più solo Abramo che cammina solo con Dio, come diceva Gni 17, ma c'è Abramo e c'è Isacco come dice questo testo: “camminavano insieme tutti e due” e come dice il midrash “tutti e due concordi”, con un solo desiderio, una sola fede, con un solo amore. Questa obbedienza di Abramo e di Isacco a Dio, un Dio che ha attorniato anche da angeli che si commuovono per questo, ci dice che davvero Dio ci ama. In verità non è lui che ci mette alla prova, e la vita con le sue durezze, che prima o poi ci mette alla prova; quando entreremo nella prova, Dio sarà accanto a noi nella prova. E i rabbini dicono alla fine del midrash: “e Dio, dopo aver visto l'obbedienza di Abramo, si ritirò in cielo pieno di commozione e di pianto, perché Dio soffre con noi quando noi soffriamo. Non è un Dio impassibile e i rabbini dicono perché sta scritto nel salmo 91

Mi invocherà e io gli darò risposta; nell’angoscia io sarò con lui,

e dice ancora il profeta Isaia: “in mezzo a tutti i dolori del credente ci sarò anch'io accanto a lui”.

Ecco questa pagina esalta la fede di Abramo, ma chiede a noi quando verrà l'ora della tenebra, quando verrà l'ora della prova, ma non perché Dio ci mette alla prova, perché la vita ci mette alla prova. Ci sono ore che arrivano, chi ha perso un figlio lo sa, chi qualche volta è stato colpito da un dolore che non riusciva a capirne il senso e vedeva solo l'insensatezza, lo sa, e ciascuno di noi di fronte alla nostra morte - in quella valle oscura in cui passeremo - ancora anche la ci sarà chiesta la fede. C'è un padre della Chiesa greca Marcos il monaco che dice “noi uomini saremo messi tutti alla prova come Abramo nell'ora della morte, sarà l’ora suprema della fede”. Credere andando nella morte che Dio ci attende dall'altra parte per darci la vita: non sarà facile, sarà una prova, ma è la prova della fede che ci attende.

Share

News

IMAGE Sign Up in Our Children Development Centers!
Wednesday, 10 August 2016
Sign Up in Our Children Development Centers!   Diakonia Development Center announces that now you can start signing up your beloved kids in our... Read More...
IMAGE Diakonia Office Page is launched
Tuesday, 12 July 2016
Diakonia Office Page is now launched A new FaceBook page is now launched for Diakonia Office. The Development Office is the management office for the... Read More...
IMAGE A fun day at Lady Of Peace House for kids
Tuesday, 05 July 2016
A fun day at Lady Of Peace House for kids A fun day took place to entertain our Lady of Peace House kids Lady Of Peace House is one of Diakonia... Read More...
IMAGE Bishop Botros Fahim Headed the Holy Pascha of the Good Friday, Minia 2016
Tuesday, 03 May 2016
Bishop Botros Fahim Headed the Holy Pascha of the Good Friday, Minia 2016 Bishop Botros Fahim, Bishop of Minia Diocese, headed the Holy Pascha of the... Read More...
IMAGE The Holy Pascha from Cathedral of King Jesus, Minia
Wednesday, 27 April 2016
The Holy Pascha from Cathedral of King Jesus, Minia Some pictures of the Holy Pascha from Cathedral of King Jesus, Minia, with the pastors and parish... Read More...
IMAGE Bishop Botros Fahim Celebrates the Extraordinary Jubilee of Divine Mercy
Thursday, 04 February 2016
Bishop Botros Fahim Celebrates the Extraordinary Jubilee of Divine Mercy Bishop Botros Fahim, Bishop of Diocese of Minia, celebrated the... Read More...
IMAGE Bishop Kyrillos Wiliam Opens the Door of Mother of the Divine Love Cathedral, Assiut
Thursday, 21 January 2016
Bishop Kyrillos Wiliam Opens the Door of Mother of the Divine Love Cathedral, Assiut On the occasion of the Catholic Church celebration with the... Read More...
IMAGE The Priestly Ordination of Father Joseph Waheeb
Thursday, 15 October 2015
The Priestly Ordination of Father Joseph Waheeb Franciscan Order in Egypt celebrated on Wednesday October 14, 2015 the priestly ordination of Father... Read More...
IMAGE The Priestly Ordination of Father Mousa Kamel
Sunday, 06 September 2015
The Priestly Ordination of Father Mousa Kamel Church of Sacred Heart of Jesus, Koseya, Assiut, and the family and friends of Deacon Kamal Kamel... Read More...
IMAGE Virgin Mary Church, Sohag, Celebrates the First Communion, 2016
Tuesday, 31 May 2016
Virgin Mary Church, Sohag, Celebrates the First Communion, 2016 Virgin Mary Church, Kezendareya, Sohag, celebrated the first communion of a number of... Read More...
IMAGE Priestly Ordinations of Fathers Ehab Samir and Father Maged William
Tuesday, 28 July 2015
Priestly Ordinations of Fathers Ehab Samir and Father Maged William The priestly ordinations by laying the hands of Bishop Youssef Aboul Kheir,... Read More...
IMAGE The Departure of Bishop Morcos Hakim
Monday, 11 August 2014
The Departure of Bishop Morcos Hakim The departure of Bishop Morcos Hakim, the Honorary Bishop of Sohag Diocese for Coptic Catholics, on August 11.... Read More...
IMAGE Fire Devours Saint George Church for Coptic Catholics in Luxor
Thursday, 21 April 2016
Fire Devours Saint George Church for Coptic Catholics in Luxor A huge fire broke out at dawn today in Saint George for Coptic Catholics, Luxor. Civil... Read More...
IMAGE The Election of Monsignor Khaled Ayyad as Bishop of Diocese of Luxor
Sunday, 17 April 2016
The Election of Monsignor Khaled Ayyad as Bishop of Diocese of Luxor The Holy Synod chose Father Khaled Ayyad as Bishop of Diocese of Thebes –... Read More...
IMAGE The Priestly Ordination of Father Marco Nagy
Tuesday, 28 July 2015
The Priestly Ordination of Father Marco Nagy The Catholic Church rejoiced by the priestly ordination of Father Marco Nagy by laying the hands of his... Read More...
IMAGE Egyptian Christians consecrate first-ever church in Sinai
Tuesday, 24 February 2015
Egyptian Christians consecrate first-ever church in Sinai By Oliver Maksan/ ACN News - Fri, 02/20/2015 "The Church in Egypt has been strengthened by... Read More...
IMAGE EPARCHIE D'ISMAÏLIA
Sunday, 01 December 2013
EPARCHIE  D'ISMAÏLIA Note historique      Le 1er janvier 1983, par décret du Synode Patriarcal, toute la zone du Canal de... Read More...
IMAGE The Priestly Ordination of Father Armeya Nashaat
Monday, 20 June 2016
The Priestly Ordination of Father Armeya Nashaat His Excellency Bishop Antonious Aziz, Bishop of Giza Diocese, and his Excellency Bishop Makarious... Read More...
IMAGE The Priestly Ordination of Deacon Ramy Nashaat Rateeb
Tuesday, 31 May 2016
The Priestly Ordination of Deacon Ramy Nashaat Rateeb The family of Deacon Ramy Nashaat Rateeb is honored to invite you to attend the mass of the... Read More...
IMAGE The Priestly Ordination of Father Pius Farag
Monday, 28 September 2015
The Priestly Ordination of Father Pius Farag The Coptic Catholic Church and the people of St. Peter Cathedral in Beni Suef and the family anf friends... Read More...
IMAGE Egypt Prays with Iraq in Basilica of Our Lady of Fatima for Chaldeans in Egypt
Thursday, 02 June 2016
Egypt Prays with Iraq in Basilica of Our Lady of Fatima for Chaldeans in Egypt Diocese of Chaldeans in Cairo in Basilica of Our Lady of Fatima... Read More...
IMAGE Feast of St Rita in the Maronite Church in Heliopolis
Thursday, 19 May 2016
Feast of St Rita in the Maronite Church in Heliopolis On the occasion of the Jubilee of the Divine Mercy and the feast of St. Rita of Cascia and the... Read More...
IMAGE The Chaldean Diocese in Egypt Celebrates the Resurrection Feast with the Chaldeans of Baghdad
Sunday, 08 May 2016
The Chaldean Diocese in Egypt Celebrates the Resurrection Feast with the Chaldeans of Baghdad The Chaldean Diocese in Cairo celebrated in Basilica of... Read More...
IMAGE The Feast of St. Anthony of Padua, Patron Saint of the Poor and the Suffering, 2016
Tuesday, 14 June 2016
The Feast of St. Anthony of Padua, Patron Saint of the Poor and the Suffering, 2016 The Catholic Church in the whole world celebrated yesterday June... Read More...
IMAGE The Franciscan Order in Egypt, Callings Committee Organizes a Spiritual Renaissance for Callings May 2016
Thursday, 12 May 2016
The Franciscan Order in Egypt, Callings Committee Organizes a Spiritual Renaissance for Callings May 2016 The Franciscan Order in Egypt, Callings... Read More...
IMAGE Choir of Saint Anthony of Padua Organizes a Hymns Evening “He is Really Alive”
Wednesday, 20 April 2016
Choir of Saint Anthony of Padua Organizes a Hymns Evening “He is Really Alive” The Franciscan Order in Egypt, Saint Anthony of Padua Church and... Read More...
IMAGE LIVE UPDATES: Russia confirms bomb downed its plane over Egypt; Cairo yet to comment
Tuesday, 17 November 2015
LIVE UPDATES: Russia confirms bomb downed its plane over Egypt; Cairo yet to comment Russian security service says it found traces of 1 kilogram bomb... Read More...
IMAGE France is not barring entry to its lands, says French ambassador to Cairo
Tuesday, 17 November 2015
France is not barring entry to its lands, says French ambassador to Cairo France is reinstating checkpoints along its borders after the recent... Read More...
IMAGE Palestinian official: Gaza border deal reached with Egypt
Tuesday, 17 November 2015
Palestinian official: Gaza border deal reached with Egypt AP – Ahram Online, Tuesday 17 Nov 2015 File Photo: Palestinians crossing through the... Read More...
IMAGE The God who is Silent about Evil
Sunday, 17 August 2014
The God who is Silent about Evil By Fr Georges Massouh THURSDAY, JULY 17, 2014 "Where is God?" wonder most people. Where is He, when it comes to the... Read More...
IMAGE Our Coptic heritage, is it being a monuments?
Thursday, 15 May 2014
Our Coptic heritage, is it being a monuments? By Fr. Hani Bakhoum Kiroulos Gentlemen, It’s a great honor for me to be with you today, to exchange... Read More...
IMAGE Statement of the board of the catholic Patriarchs and Bishops in Egypt
Friday, 24 January 2014
Statement of the board  of the catholic Patriarchs and Bishops in Egypt January 24, 2014 On The occasion of its regular annual session, the... Read More...
IMAGE Pope Francis receives Grand Imam of Al-Azhar in audience
Monday, 23 May 2016
Pope Francis receives Grand Imam of Al-Azhar in audience 2016-05-23 Vatican Radio (Vatican Radio)  Pope Francis received in audience in the... Read More...
IMAGE Pope cables condolences to Egyptian president for loss of passenger plane
Sunday, 22 May 2016
Pope cables condolences to Egyptian president for loss of passenger plane Vatican Radio – Abouna.org Fri, 20/5/2016 Pope Francis sent a telegram on... Read More...
IMAGE Pope expected to receive imam of Egypt’s Al-Azhar University
Sunday, 22 May 2016
Pope expected to receive imam of Egypt’s Al-Azhar University By Iacopo Scaramuzzi/ Vatican city – Abouna.org Thu, 19/5/2016 Sheikh Ahmad... Read More...